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jeudi 12 février 2009

Luce e tempo

Nella conferenza di Jean-Marc Lévy-Leblond ...
che ho conosciuto come giovane professore alla facoltà (Professeur émérite de l’université de Nice, Directeur de programme au Collège international de Philosophie) : Quel temps fait-on ?" mostra che il tempo non è ne lineare ne reversibile ! Eppure il movimento mecanico della cosa puo essere lo stesso nel film avanti o indietro, possibile ma non probabile in fisica teorica.
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Cosi imaginamo due gemelli separandosi. Per esempio se l'uno starebbe su terra quando l'altro andrebbe nella stratosfera raggiungere alla velocità della luce, la planeta del Centhaure. Non potrebbe invecchiare che di sedici anni, alla velocità della luce (300.000 km per seconda). Invece il suo fratello avrebbe già ottent'anni al suo ritorno, vivendo alla nostra velocità terrestra. Ma colla stessa velocità, ci sarenno soltanto qualche minute di differenza. Puodarsi che la relatività sia per qualche cosa quà.
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L'istanto della morte non si conosce mai ... Perchè precisamente non è un momento della vita, niente si vede, niente si misura, niente si sviluppa !
Nello stesso modo la questione : "che cosa c'è prima il bing-bang ?" non è una questione possibile interessante perchè precisamente non è ancora il tempo della vita.
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Nel film "Breve Incontrata ", non si vivono grande cose pero i due personaggi sono tutti trasformati. Se qualche cosa si passa c'è nel "dopo-colpe" come in psicanalise, cioè niente si passa soltanto nella seduta ma sopratutto nel tempo dopo e particolarmente nell'assenza.
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Abbiamo dunque soltanto a vivere dei tempi differenti, il tempo di oggi, poi il tempo dopo e cosi sempre ... Sentite ? Come il tempo di amare non si sa mai prima. Cioè solo il momento intenso si vive come bellissimo, senza essere mai lo stesso, a riconoscere da altro momento ! Perchè non partire in missile insieme, per non più invecchiare ?
http://www.agrobiosciences.org/IMG/pdf/cafe_science_

mardi 10 février 2009

Notte originaria

Sta mattina di sta settimana, ho avuto una visione speciale sull'origine del mio sindromo permanente, cosa che non mi avevo ancora mai ripresentata ! Quando camminavo ieri sul sentiero degli Ebrai, ero molta commossa ma senza sapere che la data della loro evasione era in fatti la data anchè, della mia concezione ... Perchè pensare a quell'evento passato cosi grave ? Perchè la concezione è grave per tutti.
E particolaremente quando c'è un tempo di guerra di cui mia madre aveva tanto paura che fosse partita prossimo del suo padre, nel nordo del paese, tre mesi dopo, senza sapere che io ero già da lei, stando al principio della vita.
Fuggire presto senza sapere, era un atto reflesso ma di cui ho ereditato forse, correndo per il nordo del paese e rivenendo ! Fuggire come gli Ebrai, rivenire con mia madre, quando gli Americani sono sbacarti a Golfe Juan.
La notte sessuale e quello che c'è altorno, sembra rappresentare una scena tanta investita incosciemente da tutti che non lo sapono e ripetono sempre cioè primordiale
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Drawing from the most astonishing images throughout the history of art, Pascal Quignard Goncourt winner raises the question of the origins of man and confronts head-on the difficulty of speaking the unspeakable, of representing the unrepresentable, the sexual act. He offers us an anthology of the "primal scene" (scena primitiva) as defined by Freud (come un fantasmo originario) by pursuing the unique perspective that he initiated with his book on sex and fear, "Le sexe et l'effroi" and "La Nuit sexuelle ": "I am looking to take a step towards the source of fear that men feel when they consider what they once were before their bodies projected shadows in this world. If, behind this fascination, lies the missing image, behind the missing image, there is something else still: the night."